“L’U.N.C.I. A CONGRESSO: RINNOVATE LE CARICHE ASSOCIATIVE; RIBADITA LA FERMA VOLONTA’ DI CONTRASTARE LE COOPERATIVE SPURIE E LE INFILTRAZIONI CRIMINALI NEL MONDO DELLA COOPERAZIONE”
L’Unione Nazionale delle Cooperative Italiane si è riunita a Roma nella prestigiosa sede associativa di via San Sotero per celebrare, lo scorso 23 novembre 2017, il proprio VIII° Congresso Nazionale finalizzato non solo ad analizzare la situazione economica, lo stato di salute dell’associazione e le prospettive di sviluppo per le imprese cooperative ma anche per rinnovare la propria dirigenza e per per individuare le linee guida della futura attività associativa.
I lavori del congresso, incentrati sul tema “L’impresa cooperativa oggi”, sono stati aperti dalla relazione del Presidente Nazionale uscente, Cav. Prof. Pasquale Amico che ha ricordato come l’UNCI, riconosciuta giuridicamente dal Ministero sin dal 18 luglio 1975 come associazione di assistenza, rappresentanza e tutela di cooperative e consorzi di cooperative, si posiziona da anni come l’unica vera voce indipendente del Movimento Cooperativo.

L’Unione oggi rappresenta, in termini numerici, la terza Centrale Cooperative poiché ad essa sono associate – su base nazionale – circa 8.800 imprese tra cooperative e consorzi, di cui ben 2.000 hanno aderito nell’ultimo triennio.
Il Presidente ha evidenziato come UNCI, a dispetto degli ostacoli che alcune frazioni politiche e sindacali (definite “integraliste”) han tentato di porre all’azione associativa, sia riuscita in questi anni a rafforzare la propria identità e il proprio ruolo di rappresentanza della componente sana e indipendente del mondo cooperativo.
Nella propria relazione il Presidente Amico ha ricordato i principi, gli ideali e i valori della cooperazione ponendo l’accento sull’obiettivo del movimento cooperativo di perseguire il cd “bene comune” nel solco dei principi statutari associativi che si ispirano alla dottrina sociale cristiana.

Principi, ideali e valori che devono fungere non solo da faro utile per vedere e superare le difficoltà contingenti, ma anche da guida costante per orientare i cooperatori nell’esercizio quotidiano della loro attività di impresa.
Non si può infatti dimenticare che se la crisi globale dell’economia e dei mercati è stata causa diretta dello svilimento del lavoro e, con esso, della perdita di dignità della persona, le politiche di austerità imposte dalle istituzioni europee abbiano accantonato i valori sociali sostanziali dell’economia provocando, disuguaglianze, malessere sociale e nuove povertà.
Il paradigma dell’impresa cooperativa fondata sul principio di mutualità rappresenta, pertanto, il Progetto Politico costante dell’azione di UNCI.
Un’azione che intende anteporre, al capitale e al profitto, il valore e la dignità della persona umana per riuscire a recuperare e riaffermare, anche in ambito economico, proprio quei valori cristiani e sociali che le correnti di sviluppo neo-capitalista hanno messo da parte.
A tal fine, tutti i partecipanti hanno condiviso con il Presidente Amico, la necessità che tale paradigma e tale progetto politico debbano tradursi, a livello interno, nella necessità di proseguire le azioni già intraprese da UNCI contro le “false cooperative”, contro le “cooperative spurie” e contro tutte quelle imprese che utilizzano fraudolentemente la forma cooperativa per perseguire finalità di lucro invece dello scopo mutualistico; a livello esterno nell’urgente e coordinata azione – attuata con ogni mezzo – di impedire l’infiltrazione della criminalità organizzata nel mondo della cooperazione.

Al Congresso hanno partecipato anche l’On. Renata Polverini (vice presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati) e il Dott. Rolando Marciano (presidente di CEPI, Confederazione Europea Piccole Imprese) i quali hanno messo in evidenza il contributo e la funzione delle imprese di piccole dimensioni nei processi di sviluppo e di crescita del “Sistema Paese”
In particolare il Dott. Marciano ha evidenziato come il settore delle P.M.I., pur rappresentando più del 90% del sistema produttivo nazionale, è costretto a sopportare una pressione fiscale che rischia di far chiudere molte imprese (“ormai il 64% di quello che produciamo finisce in tasse”).
Cosicché risulta di estrema urgenza un’azione politica tesa ad assicurare “una nuova rappresentatività, una nuova fiscalità ed un nuovo sistema di servizi per le piccole, medie e micro imprese”
Al termine delle relazioni i delegati hanno provveduto al rinnovo delle cariche associative rinnovando la fiducia al Presidente Nazionale Pasquale Amico ed eleggendo i membri del nuovo Consiglio Generale dell’Unione.




